Il bando della refezione scolastica progettato da un Comune per nidi e scuole d’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado con importo a base d’asta di quasi 105 milioni di euro viola il Codice degli Appalti, il favor partecipationis e la libertà di iniziativa economica privata, ponendosi in contrasto con l’articolo 41 della Costituzione italiana.