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MEF. FAQ n. 35 Accrual su classificazione dei risconti passivi

Domanda: Si chiede di chiarire la corretta classificazione, nello Stato patrimoniale passivo, dei risconti passivi relativi alle concessioni cimiteriali. In particolare, si domanda se tali risconti debbano essere interamente iscritti tra le passività non correnti oppure se sia necessario distinguere la quota di competenza dell’esercizio successivo, da indicare tra le passività correnti, imputando invece la parte residua tra le passività non correnti.

Risposta: La corretta classificazione dei risconti passivi relativi alle concessioni cimiteriali deve essere individuata alla luce degli standard ITAS che disciplinano la natura economica dell’operazione sottostante.

In particolare, il tema non è disciplinato in modo diretto dall’ITAS 17 Ratei e Risconti, il quale rinvia espressamente agli altri standard per le fattispecie specifiche, ma trova il proprio riferimento nell’ITAS 9 Ricavi e Proventi. I proventi derivanti da concessioni pluriennali devono essere riconosciuti secondo il criterio della competenza economica, ossia lungo l’intera durata della concessione.

Nel caso delle concessioni cimiteriali, infatti, l’obbligazione dell’amministrazione non si esaurisce al momento dell’incasso del corrispettivo, ma consiste nel garantire al concessionario il diritto d’uso per l’intero periodo pattuito. Ne consegue che il ricavo matura progressivamente nel tempo, mentre l’incasso iniziale genera, sotto il profilo contabile, un risconto passivo per la parte di ricavo riferita agli esercizi futuri.

Da ciò discende la corretta modalità di rappresentazione nello Stato patrimoniale: il risconto passivo deve essere distinto tra quota corrente e quota non corrente, in funzione della sua maturazione temporale. In particolare, la parte relativa alla competenza dell’esercizio successivo deve essere iscritta tra i risconti passivi correnti, mentre la quota residua, riferita agli esercizi oltre i dodici mesi, deve essere classificata tra i risconti passivi non correnti.

In conclusione, è necessario operare una ripartizione coerente con il principio della competenza economica e con la distinzione tra corrente e non corrente, così da rappresentare in modo fedele e trasparente l’evoluzione temporale dell’obbligazione dell’amministrazione.

(MEF, FAQ Accrual n. 35 del 10 luglio 2026)

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