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02 Dicembre 2024

Nell’ipotesi di mancata sottoscrizione del contratto decentrato integrativo o del sostitutivo atto unilaterale entro l’esercizio, tutte le risorse non utilizzate del fondo costituito e certificato, destinate al finanziamento del fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività, confluiscono nella quota vincolata del risultato di amministrazione (Deliberazione n. 20/2024 Corte dei Conti Sezione delle autonomie).

Tags: Corte dei Conti

02 Dicembre 2024

La Rete della protezione e dell'inclusione sociale ha discusso e approvato il nuovo Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali per il triennio 2024-2026, che contiene al suo interno il Piano sociale nazionale e il Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà. Il Piano fornisce le indicazioni programmatiche per gli interventi e i servizi sociali finanziati dai Fondi nazionali, che verranno articolati attraverso la programmazione regionale nel rispetto e nella valorizzazione del confronto con le autonomie locali (News del 29 novembre 2024 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

02 Dicembre 2024

Le linee guida all’Itas 17 contribuiscono a chiarire il loro corretto trattamento contabile dei ratei e risconti. I risconti si configurano come scritture di rettifica di proventi/ricavi e costi/oneri, riferendosi a quote la cui competenza è posticipata rispetto alla manifestazione finanziaria. Nelle linee guida vengono utilizzati i seguenti termini, e relativi significati.

02 Dicembre 2024

Lo standard contabile Itas 17 ratei e risconti, disciplina il trattamento contabile dei ratei e dei risconti, nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa. Le linee guida all’Itas 17 contribuiscono a chiarire il loro corretto trattamento contabile. In questa sede si tratteranno i ratei, che rappresentano una delle scritture di assestamento da redigere in fase di chiusura dell’esercizio al fine di attribuire all’esercizio l’esatta quota parte di competenza economica di proventi/ricavi e costi/oneri ancora da contabilizzare.

02 Dicembre 2024

Il nuovo standard contabile Itas 1, intitolato “Composizione e schemi del bilancio di esercizio”, rappresenta un’importante evoluzione per le amministrazioni pubbliche italiane. Introducendo uno schema scalare con classificazione per natura per il Conto Economico, Itas 1 mira a migliorare la trasparenza e la comparabilità, allineandosi alle migliori pratiche internazionali basate sul principio Accrual. Itas 1 organizza il Conto Economico in diverse sezioni che garantiscono una rappresentazione chiara e dettagliata delle performance finanziarie: • Proventi e ricavi: derivanti dalle attività istituzionali e accessorie. • Costi e oneri: classificati per natura (personale, acquisti di beni e servizi, ammortamenti). • Risultato operativo: dato dalla differenza tra proventi/ricavi e costi/oneri, rappresenta l’indicatore della performance dell’attività ordinaria. • Proventi e oneri finanziari: includono interessi e altri componenti di natura finanziaria. • Risultato economico dell’esercizio: ottenuto sommando tutte le componenti operative e finanziarie. Un tratto distintivo di Itas 1 è la gestione degli eventi straordinari. Contrariamente alla tendenza internazionale di eliminare questa categoria, Itas 1 ne consente l’inclusione, limitandola però a casistiche ben definite. Inoltre, voci come plusvalenze e minusvalenze, tradizionalmente considerate straordinarie, vengono ora integrate nelle attività ordinarie per garantire una rappresentazione più realistica dei risultati economici.

Tags: Accrual

02 Dicembre 2024

Sono 3.087 le amministrazioni pubbliche pilota che dovranno produrre gli schemi di bilancio Accrual con riferimento al rendiconto dell’esercizio 2025. L’elenco, individuato con la determina del Ragioniere generale dello Stato n. 259 del 26 novembre 2024, dà attuazione all’articolo 10, commi 3-5, del Dl 113/2024. In particolare, il comma 3 ha definito il perimetro di applicazione della Riforma 1.15 del Pnrr, individuando le caratteristiche degli enti che dovranno applicare la fase pilota, suddivisi per comparti o gruppi omogenei. L’elenco, organizzato secondo le singole lettere del comma, per il comparto locale comprende 2.753 Comuni e 100 tra Province, Città metropolitane e liberi consorzi. Le amministrazioni pilota dovranno predisporre gli schemi di bilancio relativi all’esercizio 2025, in osservanza dei principi e delle regole del sistema contabile economico-patrimoniale unico. In pratica, gli enti durante la fase pilota dovranno applicare il quadro concettuale, il set dei 18 standard contabili (Itas) conformi alle indicazioni EUROSTAT/EPSAS, e il Piano dei conti multidimensionale. Non si tratta di una fase sperimentale, poiché l’esito di questa fase non porterà alla modifica delle norme già adottate con la Determina del Ragioniere generale dello Stato n. 176775 del 27 giugno 2024. Come previsto dal Dl 113/2024, restano esclusi per il 2025 gli enti locali con popolazione inferiore a 5000 abitanti e le unioni dei comuni. Sono invece compresi, nonostante le richieste di esonero, le Casse di Previdenza private. Definito anche il quadro dei 154 “altri enti”, le altre amministrazioni pubbliche soggette alla fase pilota, in virtù del doppio superamento dei limiti dimensionali (50 dipendenti e 8,8 milioni di entrate o ricavi).

Tags: Accrual

02 Dicembre 2024

Torna, dopo anni di assenza, l’intesa fra Governo e Comuni sulla distribuzione dei fondi di solidarietà. A determinare il cambio di passo sancito ieri in Conferenza Stato-Città con l’accordo sulla ripartizione delle risorse 2025 è il disegno di legge di bilancio. E in particolare il debutto della cosiddetta perequazione verticale, cioè l’intervento dello Stato con una quota aggiuntiva al Fondo di solidarietà che debutterà l’anno prossimo con 56 milioni di euro per salire progressivamente fino ai 310 milioni annui previsti a regime a partire dal 2030.

02 Dicembre 2024

È passato un anno dalla prima attuazione dell’adempimento previsto dall’articolo 30 del D. lgs. n. 201/2022, recante “Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”, che riguarda i Comuni o eventuali loro forme associative con popolazione superiore ai 5.000 abitanti, le Città metropolitane, le Province e gli altri enti competenti, e che deve essere posto in essere entro il 31 dicembre di ogni anno.

Tags: ANCI, Servizi pubblici locali

02 Dicembre 2024

Nel contesto della digitalizzazione e della crescente centralità di beni intangibili come software e brevetti, le immobilizzazioni immateriali rappresentano un elemento da monitorare con attenzione nei bilanci delle amministrazioni pubbliche. L’Itas 5 e le relative linee guida affrontano la necessità di gestire in modo più efficace le risorse intangibili, sempre più determinanti per il buon funzionamento e lo sviluppo delle amministrazioni pubbliche. Nel Dlgs 118/2011, le immobilizzazioni immateriali sono definite principalmente come beni non monetari, identificabili e privi di consistenza fisica, capaci di generare benefici economici futuri. Itas 5, confermando questa impostazione, richiede che, per essere considerata una immobilizzazione immateriale, siano verificati tre requisiti: identificabilità, controllo ed esistenza di benefici economici futuri o di un potenziale di servizio su più esercizi. In tutti i casi in cui tali requisiti non siano congiuntamente rispettati, il costo sostenuto per acquisire dall’esterno o per generare internamente un elemento immateriale deve essere imputato interamente alla competenza economica dell’esercizio in cui tale costo è stato sostenuto e rilevato in contabilità.

Tags: Accrual

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