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I commercialisti della
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10 Luglio 2025

La richiesta di parere attiene alla corretta gestione di una obbligazione pecuniaria sorta in assenza di previo vincolo contabile (impegno) in bilancio, nonostante la medesima obbligazione fosse stata oggetto di convenzione autorizzata dall’Ente e, specificamente, alla possibilità di far fronte a tale obbligazione utilizzando risorse già accantonate a rendiconto, in alternativa al formale riconoscimento consiliare del debito fuori bilancio.

10 Luglio 2025

Portare a casa l’intera partita del federalismo fiscale è ormai un gioco complesso. La situazione attuale è molto diversa dal passato, e richiede un approccio flessibile. Decisamente molto complesso è il nodo dei Lep, i livelli essenziali delle prestazione per scuola, sanità, trasporti, servizi sociali.

10 Luglio 2025

L'Aran ha pubblicato orientamenti applicativi in materia di: lavoro flessibile, buono pasto, classificazione professionale, malattia, preavviso, incentivi per funzioni tecniche, compensi per lavoro straordinario, convenzioni di segreteria e altri.

10 Luglio 2025

Con la delibera n. 17/2025, la Sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha chiarito i criteri per determinare il termine entro cui deve essere sottoscritta la relazione di fine mandato nei casi in cui la consiliatura si prolunghi oltre il quinto anno. Tale situazione, che coinvolge numerosi enti locali, è riconducibile principalmente al rinvio delle elezioni disposto durante l’emergenza Covid (cfr. D.L. n. 26/2020 e D.L. n. 25/2021).

10 Luglio 2025

Il termine quinquennale per la conclusione del dissesto finanziario di un ente locale, previsto dall’art. 265 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, non può essere considerato perentorio ma va inteso come sollecitatorio o ordinatorio, sicché il suo inutile decorso postula non l’illegittimità degli atti adottati, quanto piuttosto una mera irregolarità non viziante. L'inutile decorso di tale termine non può far obliterare la necessità che l'organismo straordinario di liquidazione (OSL) concluda le attività previste dall'articolo 256, giungendo fino all'approvazione del rendiconto di gestione finale.

10 Luglio 2025

La stipula del nuovo C.C.N.L. di settore, sopravvenuta nel corso della procedura di verifica della congruità dell’offerta, per un verso comporta la sua applicazione al personale impiegato nell’esecuzione dell’appalto e, per altro verso, impone alla stazione appaltante di tenere conto, nel corso del procedimento di verifica della congruità, anche dei nuovi livelli retributivi previsti, in quanto sicuramente applicabili alla futura esecuzione del contratto da affidare e, conseguentemente, di verificare se l’offerta economica dell’impresa individuata come possibile aggiudicataria sia in grado di sostenere anche i nuovi costi.

10 Luglio 2025

Non sussistono elementi di incompatibilità, sia per quanto concerne l’ipotesi di cui all’art. 63, comma 1, n. 2) del d.lgs. n. 267/2000 (non emergendo alcuna obbligazione assunta dall’associazione in termini di esecuzione di un servizio da prestare nell’interesse del Comune), sia per quanto attiene alla prima parte della previsione di cui al n. 1 del citato comma 1, dell’art. 63 (non risultando alcuna partecipazione del Comune all’associazione). In merito all’ipotesi di cui alla seconda parte di detta previsione, occorre verificare se nel caso di specie la parte facoltativa della sovvenzione ivi prevista abbia superato o meno il limite del 10% delle entrate annue totali dell’associazione.

10 Luglio 2025

Soltanto in caso di effettiva partecipazione, diretta o indiretta, del consigliere comunale al capitale sociale della società aggiudicataria di appalti nell’interesse del Comune sussiste l’incompatibilità di cui all’art. 63, comma 1, n.2 del d.lgs. n. 267/2000. Quanto all’ulteriore ipotesi di cui all’art. 63, comma 1, n.4 del d.lgs. n. 267/2000, la stessa si verifica esclusivamente qualora vi sia una lite pendente, di natura civile o amministrativa, che veda contrapposti l’ente e il consigliere comunale.

10 Luglio 2025

Dalla mera esistenza di un’impresa familiare ai sensi dell’art. 230-bis cod. civ. tra un consigliere comunale, in qualità di collaboratore, ed il di lui genitore (quale titolare dell’impresa familiare) non è consentito dedurre, in via immediata e diretta, la dimostrazione della sussistenza della causa di incompatibilità di cui all’art. 63, comma 1, n.2, del d.lgs. n. 267/2000.

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