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10 Luglio 2026

Domanda: Si richiedono chiarimenti in merito alla corretta procedura operativa da adottare dall’ente di ricerca per la rilevazione contabile dei proventi derivanti da trasferimenti, con particolare riferimento alla loro imputazione in sede di chiusura dell’esercizio. In tale contesto operativo si distinguono tre tipologie di trasferimenti: • Trasferimenti per contributi in conto esercizio, (ad es. FFO o FOE) destinati a coprire le spese di funzionamento, le attività istituzionali e il personale; • Trasferimenti per contributi finalizzati dall’ente erogante all’attività di ricerca in senso lato, ovvero non   legati a un progetto specifico, ma vincolati al perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente; • Trasferimenti per contributi destinati a uno specifico progetto di ricerca, per i quali sussiste l’obbligo di rendicontazione analitica all’ente erogante. Attualmente, la prassi contabile prevede che i proventi di competenza di ciascun esercizio vengano quantificati sulla base di rendicontazioni analitiche interne predisposte dall’Ufficio competente, le quali riflettono i costi effettivamente sostenuti nel corso del periodo per la realizzazione di ogni singolo progetto. Pur essendo tale metodologia ancorata al principio della competenza economica, essa determina una stretta correlazione tra la rilevazione dei proventi e l’andamento dei costi sostenuti. Al fine di garantire una corretta esposizione del risultato d’esercizio e la neutralità dell’operazione, si chiede di confermare la conformità della procedura descritta ai fini della corretta applicazione degli ITAS. In particolare, si chiede di specificare come debba essere gestita la quota di trasferimento non ancora di competenza dell’esercizio in chiusura, ipotizzando l’adozione dello strumento del risconto passivo per il rinvio ai periodi successivi.

09 Luglio 2026

Con il decreto n. 216 del 24 giugno 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha posticipato al 30 settembre 2026 la scadenza per eseguire le prestazioni e richiedere l’accredito del contributo previsto dall'Avviso CSE 2025.

09 Luglio 2026

L'art. 116, comma 6, lett. e) del D.Lgs. n. 36/2023 sancisce l'incompatibilità per l'incarico di collaudatore in capo a chi abbia partecipato alla procedura di gara. Basandosi sul criterio della ratio legis, l'obiettivo centrale della norma è garantire l'assoluta terzietà e imparzialità del collaudatore sia nei confronti della stazione appaltante sia verso l'appaltatore. Di conseguenza, l'espressione "procedura di gara" deve intendersi riferita nello specifico all'appalto per l'affidamento dei lavori, dei servizi o delle forniture che sono oggetto del collaudo stesso o della verifica di conformità. Per questo motivo, la mera partecipazione alla gara per la direzione dei lavori o per la progettazione, conclusasi senza aggiudicazione e senza la firma di alcun contratto, non costituisce causa ostativa e non preclude il successivo affidamento dell'incarico di collaudo. Il blocco scatta unicamente nei confronti di chi ha preso parte alla procedura di gara principale finalizzata a individuare l'esecutore dell'intervento da collaudare.

09 Luglio 2026

Le stazioni appaltanti che hanno effettuato procedure di affidamento nel periodo maggio - giugno 2026 sono tenute al versamento del contributo in favore dell'Autorità Nazionale Anticorruzione.

09 Luglio 2026

La Corte dei conti promuove l’impianto del Dl 107/2026, ma avverte che il successo della riforma dipenderà dalla qualità dei dati di partenza, dalla solidità degli inventari patrimoniali e dalla capacità di garantire un’applicazione uniforme delle nuove regole. È quanto emerge dalla memoria delle Sezioni riunite in sede di controllo (delibera n. 26/2026), trasmessa alla Commissione Bilancio della Camera nell’ambito dell’esame del decreto che disciplina il percorso verso l’introduzione della contabilità economico-patrimoniale unica per il settore pubblico.

09 Luglio 2026

“Condividiamo lo spirito delle risoluzioni perché è necessario individuare rapidamente una soluzione normativa che restituisca certezza ai Comuni. Il partenariato pubblico-privato è oggi uno strumento strategico per consentire agli enti locali di realizzare investimenti e affrontare le grandi sfide dei territori. La sentenza della Corte di Giustizia ha inevitabilmente creato incertezza applicativa e occorre accompagnare questa fase con regole chiare e condivise”. Lo ha dichiarato Chiara Foglietta, assessora del Comune di Torino e presidente della Commissione Infrastrutture e Lavori pubblici di Anci, intervenendo oggi in Commissione Ambiente della Camera nell’ambito dell’esame delle risoluzioni sulle iniziative urgenti in materia di finanza di progetto.

09 Luglio 2026

Si riaccende il cantiere delle regole per aprire le porte della riscossione locale ad Amco, la società del Tesoro specializzata nella gestione dei crediti deteriorati. L’operazione, prevista dall’ultima legge di bilancio, si era impantanata tra febbraio e marzo, quando le prime bozze di decreto attuativo avevano generato più incognite che certezze. Proprio per questa ragione, con l’obiettivo di far ripartire il dossier, i tecnici del ministero dell’Economia sono al lavoro su una serie di interventi normativi da inserire nel primo provvedimento utile.

08 Luglio 2026

È pubblicato l’Avviso pubblico per il finanziamento di progetti a valere sul Fondo Anci per lo sviluppo del turismo nei Comuni di minore dimensione – Annualità 2026, destinato a sostenere iniziative volte a rafforzare l’attrattività dei territori attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e produttivo e la promozione di un turismo diffuso, sostenibile e capace di generare nuove opportunità di sviluppo per le comunità locali.

08 Luglio 2026

Con l'Atto di segnalazione a Governo e Parlamento n. 2 del 2026, l'Autorità Nazionale Anticorruzione evidenzia l’opportunità di una revisione dell’attuale assetto normativo che, al momento, esclude l’applicazione del divieto di pantouflage, quale previsto dall'articolo 53, comma 16-ter, del decreto legislativo n. 165/2001, con riferimento agli incarichi temporanei nelle amministrazioni conferiti ai sensi dell'articolo 1, comma 5, del decreto-legge n. 80/2021 (cosiddetto decreto Reclutamento Pnrr): professionisti ed esperti per collaborazione con contratto di lavoro autonomo, o personale in possesso di un'alta specializzazione per l'assunzione a tempo determinato.

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